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Covid19, corsa al Banco Pegni Covid19, corsa al Banco Pegni
Bella la pubblicità della Coop che promette di non aumentare i prezzi. Una politica verso i più deboli, ma non tutti l’hanno applicata. Molte... Covid19, corsa al Banco Pegni

Bella la pubblicità della Coop che promette di non aumentare i prezzi. Una politica verso i più deboli, ma non tutti l’hanno applicata. Molte persone si sono lamentate dell’aumento dei beni alimentari nei piccoli comuni, dove vi sono ancora le vecchie botteghe, piccoli negozi che, purtroppo, ne hanno approfittato delle restrizioni, ovvero di non potersi spostare, per aumentare i prezzi. Bisognerebbe denunciare queste forme di sciacallaggio. Chi ha uno stipendio normale può permettersi per un po’ di spendere di più, ma chi non ce l’ha non può contare sempre sulla solidarietà, sulla spesa sospesa oppure, peggio, si vergogna di chiedere aiuto. Il Coronavirus lascerà tanti segni e fra essi la povertà. Oltre a non potersi curare, molte persone saranno costrette a diminuire la spesa per l’acquisto di beni alimentari. C’è stato il raddoppio delle persone che per la prima volta si rivolgono ai centri di ascolto e ai servizi delle Caritas. Aumenta anche la richiesta di aiuto per il pagamento di bollette e affitti. Fra gli operatori della Caritas ci sono stati 10 morti e 42 contagiati a causa della pandemia.

Lo scenario è già immaginabile da oggi: lunghe file al Banco Pegni, tanto da dover aumentare gli orari di apertura. I contanti dopo tre mesi senza lavorare, senza poter racimolare qualcosa anche con lavoretti a nero, scarseggiano. Nel nostro Paese ci sono oltre mille sportelli, prendono gioielli, beni di valore dando in cambio qualcosa che è sempre meno del loro valore, ma accettare quello piuttosto che niente fa parte della disperazione. La Fase 2 ha messo e continuerà a mettere in evidenza tutta la disperazione della popolazione in difficoltà, di chi ha attività che non riapriranno nel breve periodo. Una situazione da monitorare perchè molti potrebbero rivolgersi alla criminalità, basti pensare che nel 2019 circa 124mila persone sono ricorse al Banco Pegni, un giro di affari di 800 milioni di euro. Numeri inquietanti, che saranno destinati ad aumentare perché il ritorno alla normalità è ancora molto lontano e a questi dati vanno aggiunti quelli che non sappiamo, quelli delle mafie. Intanto, oltre alle indennità già adottate, non resta che aspettare l’intervento del Governo con il Reddito di Emergenza, la nuova misura di sostegno ai redditi bassi.

Samanta Di Persio